FUEGO: Il primo amore non si scorda mai

FUEGO: Il primo amore non si scorda mai

Il mio amore per le auto classiche nasce da piccoli e in particolare si concretizza con questa auto: la Renault Fuego Turbo. Avevo 15 anni: andavo agli open day dei concessionari Renault per ammirarla da vicino. La accarezzavo, ne ammiravo i dettagli. Ho praticamente costretto i miei genitori ad acquistarla: il sogno diventava realtà. Ho atteso con ansia il compimento della maggiore età solo per poterla guidare “ufficialmente” con la patente di guida appena conseguita. Quanti ricordi su questa auto che ho curato per anni e anni, eliminando ogni possibile problema meccanico e di carrozzeria, grazie anche al sostegno di meccanici che amano come me questa auto. Per la mia laurea, ho chiesto ai miei parenti di regalarmi il totale ripristino della Fuego che poi ho voluto anche al mio matrimonio: il primo mezzo usato dalla mia famiglia appena costituita.
La Renault Fuego è un insieme di dettagli, di finiture, di particolarità che la rendevano unica nel periodo della sua uscita sul mercato e la rendono unica ancora oggi.

Anche la sua casa produttrice ha messo un grande impegno del realizzarla: la prima progettazione risale alla metà degli anni ’70 per opera di Robert Opron, designer cui dobbiamo auto come la Citroen DS, SM e CX oltre alle Renault Alpine A310, Espace e la R25.
La denominazione inizialmente prevista (“19”) venne in seguito abbandonata in favore del nome (certamente più di appeal) “Fuego”, ossia “fuoco” in spagnolo:, assieme a “Espace” rappresentò l’unica eccezione nella serie numerica adottata da Renault per quasi tre decenni. Non è un caso.
La Fuego si distingue per la particolare cura aerodinamica, rivelata dalla forma a cuneo e confermata dal valore di 0,347 del Cx dichiarato al debutto. Considerato lo spirito sportivo della vettura, molti degli elementi di originalità della Fuego avevano la funzione di incrementare il dinamismo della linea. Nel 1983 venne lanciata la Turbo benzina, versione al vertice della gamma, dotata di motore a benzina turbocompresso da 1,6 litri che spingeva la Fuego oltre i 200 km/h e garantiva accelerazioni brucianti.
La versione di proprietà di ClassicDrives si distingue all’esterno per la decalcomania con la scritta “TURBO” in bianco sulla parte bassa della fiancata e del lunotto, nonché per i cerchi in lega specifici BBS da 14″ con disegno a raggi; all’interno la selleria ha rivestimenti specifici in velluto grigio e rosso e la dotazione prevede il computer di viaggio, nonché la regolazione elettrica dei retrovisori, compreso quello sul lato passeggero, previsto solo su questa versione.

Un amore dunque che supera gli anni e il trascorrere del tempo. Un amore che vi contagerà, quando affronterete al volante vellutato di questa vettura le dolci curve della Toscana, in un viaggio che sarà indimenticabile, ve lo posso assicurare.

(Federico)

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